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Diario di Bordo

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DIARIO DI BORDO

YASAWA

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Risolti i vari problemi con il nostro computer, riprendiamo regolarmente, almeno speriamo, i nostri racconti. Dopo aver apprezzato questi posti,abbiamo deciso che correre per rientrare in Italia la primavera prossima, era una follia. Quindi tutto da rifare, i programmi cambiano. Resteremo alle Fiji per la stagione degli uragani ed a gennaio lasceremo Oruwa in un Hurrican Hole nell'isola di Malolo a sud delle Yasawa. Con l'aereo andremo a trovare Timetama in Nuova Zelanda, (attualmente in navigazione verso Auckland) e poi in marzo rientreremo in Italia per circa un mese. Verso la metà di aprile riprenderemo la navigazione verso l'Australia,attraversando prima le Vanuatu e poi la Nuova Caledonia. Risaliremo quindi la Grande Barriera corallina costeggiando la meravigliosa costa australiana, in agosto attraverseremo lo Stretto di Torres per atterrare in Indonesia,dove resteremo per circa due mesi. Non vogliamo sbilanciarci per il proseguo,vi faremo sapere in seguito. Ma torniamo alle fiji. Il gruppo di isole delle Yasawa è veramente incredibile, semplicemente meraviglioso. Come già detto,gli abitanti dei villaggi sono molto ospitali,fai subito amicia ed insieme riesci ad apprezzare meglio tutte le risorse della loro terra. Nell'isola di Waya per esempio, tra la terra ferma ed un piccolo isolotto,c'è un passaggio dove la profondità dell'acqua non supera i 5 metri, ecco, qui abbiamo fatto letteralmente il bagno insieme a mante gigantesche, il tutto a non più di 10 metri di distanza. Loro restano ferme sul posto muovendo le enormi ali (5 metri di apertura), e con la bocca aperta filtrano l'acqua per catturarne il plancton, noi sbalorditi dallo spettacolo gli nuotiamo vicino ad ammirare,semplicemente meraviglioso. All'isola di Yasawa invece, il paesaggio è lunare,rocce vulcaniche aguzze che ricordano a tratti le gulgie del Duomo di Milano. Tra due di queste guglie si apre una fessura praticabile, scendi per circa dieci metri, e ti trovi dentro una grotta che si affaccia in un lago di acqua salata, non abbiamo parole per commentare. I fondali sono superbi, coralli,tridacne,gorgonie e numerose specie di pesci coloratissimi. Sull'isola di Yaqula siamo stati ospiti di una famiglia, abbiamo cenato insieme assaggiando le loro specialità locali cotte con il Lovo, tipico forno Fijiano. Scavano una buca nella sabbia e vi mettono dentro delle pietre precedentemente fatte diventare incandescenti,dopodichè vi depongono sopra pollo,pesce,maiale,magnoca , banane, il tutto avvolto in foglie di platano, poi chiudono il tutto per circa un'ora. Il risultato è sorprendente, tutto il grasso cola e la carne e le verdure prendono un sapore eccezionale. Poi, il nostro piatto preferito, polpo cotto nel latte di cocco, mmm! Dopo la cena tutto il villaggio si è mobilitato per una rappresentazione folkloristica. La serata finisce a Kava. La kava è praticamente la radice del pepe,viene essiccata e poi triturata,una volta ridotta in polvere,la si filtra come se fosse un tè con dell'acqua fredda,il contenuto viene versato in una grande zuppiera di legno,da qui con il guscio di una mezza noce di cocco,a mo di bicchiere,si inizia a bere rispettando il rituale fijiano. Prima di afferrare la mezza noce, si battono una volta le mani, gli altri tre volte. Tutto questo avviene nella capanna del capo villaggio, e solo uomini, la maggior parte fumano e masticano della papaia essiccata per cancellare in parte il cattivo gusto della "brodaglia". Gli effetti: loro si sentono rilassati,ti aiuta a non pensare e a stare in pace, e noi dopo la prima volta, siamo dovuti scappare in bagno. Una vera bomba!! Mai più grazie. A fine mese ci sposteremo verso l'altra grande isola,Vanua Levu, esploreremo anche quelle coste, a presto.

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