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GIRO DEL MONDO
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Dopo l'esplorazione dell'arcipelago delle Mamanuche, un gruppo di isolette di sabbia dieci,quindici miglia al largo di Vanua Levu, ci dirigiamo verso il marina di Vuda Point. Il marina è molto accogliente, si possono usufruire delle attrezzature del resort adiacente, piscina, bar, ristorante,ecc., e la compagnia come sempre ottima. La maggior parte dei naviganti che passano qua la stagione degli uragani lasciano le barche in questo marina. Noi, dopo un po' di esitazione, e soprattutto dopo una lunga trattativa per il prezzo (alla fine spuntato), decidiamo di non lasciare la barca a Musket Cove dove avevamo deciso in un primo momento, ma di lasciarla qua. Prima cosa, essendo sulla terra ferma (a Musket eravamo su un'isola), possiamo raggiungere le città comodamente con un pulman che costa 1 dollaro a tratta. Lautoka e Nadi sono le due più gettonate, anche qua si respira l'atmosfera natalizia, le vetrine sono piene di festoni,papà natale e lucine di tutti i colori. Con morigerazione facciamo anche noi i nostri acquisti natalizi. Nel marina ci sono molte barche, tra queste anche quella di Antonio del Lycia (www.yachtlycia.com), e poi Jose e Anna, Portoghesi di Madeira, i nostri amici Turchi, Yeshim e Tonguc, Gabriel di Madrid, Giro e Esco dal Giappone e tanti altri. Inutile dire che le serate e le cene si sprecano, per Natale faremo un cenone multietnico al bar del marina, ognuno preparerà la propria specialità. Stiamo anche cominciando a preparare la barca per quando la lasceremo a gennaio prossimo. L'ormeggio dovrà essere ben distante dalla banchina almeno 10 metri, e su spezzoni di catena fissati a terra su dei pali conficcati per tre metri dentro il terreno. Dunque abbiamo preparato, le cime con le dovute redance e relative impiombature (Antonio ci ha aiutato), e come dicevamo le abbiamo fissate agli spezzoni di catena, poi con due spring andremo sulle normali bitte della banchina. Poi cominceremo a smontare, stumenti,vele, boma, bimini, pannelli solari, generatore eolico, insomma, tutto quello che può fare resistenza al vento, sperando che le barche vicine facciano altrettanto. Se dovesse infatti passare sopra un uragano, il problema maggiore arriva dalla collisione con le barche vicine, stiamo pensando di servirci di vecchi copertoni di auto da mettere sulle fiancate, come abbiamo fatto al passaggio del canale di Panama. Oltre a questo si lavora alacremente per fare manutenzione alla barca, prevenire e sempre meglio che curare. Lavaggio dei motori fuoribordo, invernaggio del dissalatore, pulizia dei tubi di scarico dei bagni. ecc. ecc. Il caldo in questo periodo è insopportabile, fino 38 gradi, abbiamo acquistato anche un ventilatore per cercare di alleviare la calura, non senza troppi risultati, ma va bene lo stesso, non ci lamentiamo. Torneremo a scrivere l'anno prossimo, vi racconteremo il Natale e il Capodanno, intanto un mare di auguri a tutti i nostri amici lettori.
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