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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO

DIARIO DI BORDO

TAHITI-FIJI

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Eccoci nella mitica Bora Bora, per noi la più bella della Polinesia, turisti a parte. Le baie sono incantevoli,l'acqua cristallina, paesaggi di spiagge finissime con sullo sfondo alte montagne e alberi del cocco a migliaia. Purtroppo non possiamo fermarci più di tre giorni, una lunga navigazione ci aspetta, dobbiamo raggiungere le Samoa entro i primi di agosto, arrivano amici. Lasciamo la Polinesia di buon ora,un bel vento sui 25 nodi ci accompagna,il mare e abbastanza mosso, l'onda da poppa non è troppo fastidiosa,purtroppo finisce dopo un solo giorno ed i rimanenti tre giorni di navigazione ce li facciamo a motore e vela. Arriviamo a Suvarow il mattino alle 10, la passe dell'atollo è facile e senza corrente, l'ancoraggio è davanti un isolotto dell'unica capanna esistente. Qua vivono quattro persone per sette mesi l'anno,fungono da guardiani e sono preposti ad espletare le pratiche di ingresso delle Isole Cook a cui appartiene Suvarow . L'accoglienza è come al solito calorosa, subito ci invitano insieme alle altre barche della baia a consumare la cena tutti insieme. Il capo famiglia prepara due meravigliosi tonni cotti nel forno di terracotta e presentati in un canestro intrecciato di foglie di palma. Tutti portano qualcosa per cena,noi prepariamo la schiacciata alla fiorentina, direi molto gradita in quanto è sparita in un baleno. Dopo cena i locali si cimentano in canti e danze e la serata come sempre passa piacevolmente. La sera successiva insieme a Mia di Lucio e Claudia, ci mettiamo a pescare dalla barca stessa e in meno di cinque minuti tiriamo su due cernie due pappagalli e uno squalo che per fortuna si slama. Cuciniamo il pesce infarinato e fritto, una delizia. Decidiamo di partire per Pago Pago l'indomani mattina, danno 20 nodi da SE e vogliamo approfittarne. Come nella navigazione precedente il vento ci assiste per un solo giorno e poi crolla a 10 nodi, raggiungiamo comunque le Samoa ,440 miglia, in poco più di tre giorni, purtroppo sotto un groppo il gennaker si è rotto. L'impatto con Pago Pago è deprimente, la baia profonda e chiusa da montagne altissime è suggestiva, ma le decine di mega pescherecci giapponesi con il loro fetore,rende questo posto non troppo confortevole. Unica nota positiva, essendo un porto franco, costa tutto poco. Infatti,facciamo rifornimento di carburante e una bella spesa mentre aspettiamo i nostri amici. Vania, Massimo e Gianni arrivano con non poche disavventure il giorno 7 agosto,la sera ci raggiungono anche Brigitte e Giacomo. Giusto il tempo di terminare le ultime spese e poi via,destinazione Niuatapotapu, l'isola più a nord delle Tonga. La navigazione è un po' scomoda per via di un'onda fastidiosa al traverso, ma la velocità è di 8-9 nodi, un bel vento ci fa volare e in 28 ore copriamo le 200 miglia per la gioia delle signore. La baia davanti il villaggio è bellissima,chiusa da un reeef superbo, offre ottimi spunti per delle belle immersioni. Espletate le formalità doganali e riposati a dovere ci rimettiamo in mare per affrontare le rimanenti 160 miglia che ci porteranno alla destinazione finale,Neiafu, gruppo delle Vava'u nel Regno di Tonga. Tutto procede bene, la notte passa tranquilla,solo nella tarda mattinata una perturbazione annunciata ci investe portando tanta acqua e vento in faccia. Facciamo le ultime 20 miglia ballando non poco, a motore riusciamo a malapena a raggiungere i 5 nodi. Arriviamo alle cinque del pomeriggio, prendiamo una boa e dopo una squisita cenetta ci mettiamo a letto per il meritato riposo. Neiafu è un villaggio piacevole, i servizi a terra non sono male,facciamo un po' di spesa, portiamo a riparare la vela e poi ci spostiamo in una spettacolare baia dove ancoriamo in un fondale di un metro e mezzo. Per le restanti due settimane di vacanza con i nostri amici,tutto procede piacevolmente tra una baia e l'altra, Gianni con la sua energia ci tiene sempre desti e Giacomo con le sue battute da toscanaccio rallegra le serate. Il 26 purtroppo ci lasciano per tornare in Italia, e noi dopo due giorni ci rimettiamo in navigazione verso l'altra parte della Terra, quella est. Il 30 agosto alle ore 21 passiamo il fatidico meridiano a 180° di longitudine, da una parte ci rallegra, da l'altra capiamo che abbiamo appena iniziato il rientro verso casa, si fa per dire,mancano ancora 10.000 miglia!!! Dopo tre giorni di navigazione,di cui uno con vento in faccia da SW a 25 nodi di media, raggiungiamo Suwa,capoluogo delle Fiji ad una media di 8 nodi,grazie ad un bel vento teso da sud. Subito si apprezzano le bellezze del paesaggio, una barriera estesa lungo la costa sud,protegge le coste creando una cornice spumeggiante data dalle onde che si frangono. La baia antistante il piccolo Yacht Club è ben protetta, diamo ancora ed esponiamo la bandiera gialla di quarantena,dobbiamo aspettare a bordo una visita della dogana. Ciao, vi racconteremo presto il resto della vita Figiana.

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