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Thailandia

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Thailandia:18 novembre 2004. Lasciato l'immondezzaio di Port Klang in Malesia, eccoci finalmente di nuovo in mare aperto. Navighiamo sempre nelle ore di luce, con noi sempre Mia con il fedelissimo Lucio, facciamo circa 70 miglia al giorno, tutte a motore purtroppo, poi il pomeriggio ancoriamo nelle varie isolette che troviamo lungo la rotta. Vogliamo segnalarvi in particolare l'isola di Penang. Ancoriamo davanti un jetty per barche locali, un servizio di navetta ci garantisce lo sbarco e la salvaguardia del dinghy, che se lasciato a terra, avrebbe vita breve. La popolazione è in gran parte cinese, le strade sono ancora lastricate a pavé dalle lontane colonizzazioni portoghesi, anche gli edifici portano segni occidentali. Visitiamo un tempio cinese, vecchio 200 anni, veramente bello. Da Penang a Langkawi, ultima isola malese, ci sono 60 miglia, le percorriamo in 8 ore, il vento si è fatto vivo e ci ha permesso insieme al motore di alzare la media. Langkawi è un isola duty free, il paradiso dei malesi per intenderci, tutto si svolge in funzione del turismo, che è veramente tanto. Anche l'acqua del mare strizza l'occhio ai turisti, ha infatti ripreso un colore decisamente migliore di quello visto fino ad ora. Fatte le pratiche d'uscita per la Thailandia, un po' di provviste e carburante, ci spostiamo a Teluk marina sulla costa ovest. In marina incontriamo Renato, Maria Pia e la piccola Matilde, ci eravamo salutati a Bali con la promessa che ci saremmo incontrati di nuovo ed infatti eccoli qui. In più abbiamo fatto la conoscenza di altri due italiani, Luigi e Lazia, loro sono in giro da circa dieci anni e tra pochi giorni partiranno anche loro per la Thailandia. Nel pomeriggio, insieme a Lucio, facciamo un escursione in montagna, una cabinovia ci porta su un picco di 750 metri a strapiombo sul mare da dove si gode uno spettacolo impressionante. La sera ci salutiamo cenando ad un ristorante russo, Alina ovviamente ci fa da interprete con il menu. La mattina seguente alle 8 partenza verso Koh Lipe, prima isola Tailandese. Vento zero, in compenso il posto è molto bello e finalmente l'acqua è trasparente. A terra sulla piccola isoletta diversi resort per back pakers e barrettini vari, Riccardo ne approfitta subito per un massaggio Thai, eccezionale. Prossima isola Rok Nok, due minuscole isole in un parco marino, il vento ci ha voluto bene, tutta la navigazione, 6 ore circa, con 18 nodi di apparente, Oruwa filava a 8 nodi . Il posto è super, si possono contare i pesci sottacqua da quanto è limpida l'acqua. Le isole sono disabitate, solo un ranger vive qui. Fatti dovuti bagnetti con maschera e pinne, ci spostiamo di prima mattina verso la mitica Phi Phi Don. Già alcune miglia prima dell'arrivo ci rendiamo conto di quanto turistico sia il posto. Barche, barchette, barconi e motoscafi, sono ormeggiati un po' ovunque. Il mare è irregolarmente mosso a causa del gran via vai di barche, un casino infernale. Ancoriamo vicino la spiaggia nella baia sud, si balla che è un piacere e i motoscafi continuano anche vicino riva a sfrecciare a non più di venti metri a tutta velocità. Che peccato, sono riusciti a rovinare un posto incantevole. Proviamo a scendere a terra. Le sorprese non mancano, tutto il lungomare, come l'interno, zeppo di ristoranti, bar, negozi, diving, tour operator, e tutto quanto fa turismo (del peggiore). Riusciamo a consolarci cenando con 5 euro a testa ad un ristorante che propone un buffet senza limiti a base di sushi e pesce di ogni tipo, non male. L'indomani ci spostiamo nella baia nord, quella che dovrebbe essere più tranquilla. Fino le dieci del mattino tutto ok, poi inizia la processione di barche che scaricano i turisti su una linda spiaggia di sabbia, Rimini il 15 di agosto. Mi sa che nei prossimi giorni cominceremo a cercare isole meno famose. Ciao a presto.

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