GIRO DEL MONDO
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24 Aprile 2005
Auguri Alina! Oggi è il suo compleanno, stasera lo festeggeremo su Oruwa insieme ad amici, tutto a base di pesce ovviamente.
Dopo una settimana di vero relax, lasciamo a malincuore il marina di Kiriazi per cominciare la risalita del tratto finale del Mar Rosso, l'imprevedibile Golfo di Suez. Partiamo con poco vento e mare calmo, dopo una quarantina di miglia le condizioni peggiorano, decidiamo di riparare in uma marsa. Il posto è bellissimo, da una parte un isolotto, dall'altra un reef a forma di fagiolo che si estende per un centinaio di metri al largo, riparo perfetto. La mattina successiva, nonostante le sempre condizioni avverse, decidiamo di navigare dentro i reef e fare un altro passettino di avvicinamento, 14 miglia, arriviamo a Marsa Metilye alle 10. Mentre ero intento a risolvere un problema su uno dei motori, cambio della girante, il vento improvvisamente cessa, da soli decidiamo per cui di continuare e di approfittare del dono del Signore per portarci in un ancoraggio 25 miglia più a nord. Usciti fuori dal capo, come per magia, il vento ricomincia a soffiare fino a 20 nodi, in faccia ovviamente, decidiamo per una navigazione sottocosta, questa ci premia risparmiandoci almeno le onde alte. Arrivati a destinazione ancoriamo e decidiamo per una merenda cena e un riposo anticipato, domani vogliamo partire molto presto, non prima però di quello che sarà l'ultimo bagno del Mar Rosso, l'acqua cristallina sotto di noi è stato un invito troppo stimolante. Notte stupenda, non un alito di vento, partiamo alle 5 con l'intenzione di compiere più miglia possibili. Tutto procedeva bene, mare calmo e vento assente. All'improvviso, ecco che davanti a noi si scorge in lontananza una nuvola enorme color sabbia, nel giro di 20 minuti il vento comincia a salire, e di lì a poco con una violenza di 30 nodi, un'autentica tempesta di sabbia ci prende in pieno. Riduciamo tutte le vele e proviamo a fare un bordo verso terra. La barca tiene bene, aiutati dal motore riusciamo a fare 6 nodi di velocità, ci mancano 10 miglia al prossimo riparo. La visibilità è praticamente 100 metri, fuori non si respira e i pozzi di petrolio accompagnati da enormi navi, minacciano il cammino. Ogni tanto un'onda più grossa e particolarmente ripida rompe in coperta con un frastuono impressionante. Tutto dura un paio d'ore, giusto il tempo di arrivare a Marsa Thelemet, ancoriamo in calma piatta. Mancano 60 miglia Suez, decidiamo di andare a letto prestissimo e partire alle 3 di mattina, dobbiamo arrivare alla metà entro le 2 del pomeriggio, dopodiché ci troveremmo il convoglio di navi che attraversa verso sud e quindi dovremmo aspettare tutta la notte all'ancora fuori dallo Yacht Club. Intanto di notte il vento si fa risentire fino a 20 nodi, è un incubo, non si riposa per niente bene, sempre con un orecchio ritto. La sveglia suona è ore di partire, fuori 7 nodi di vento da nord, ovviamente. Mettiamo il naso fuori della marsa, ecco che i 7 nodi diventano 22, le onde cominciano ad innalzarsi, dietro di noi un temporale, si vedono i lampi in cielo, la navigazione è scomoda, si balla molto e a volte non si fanno più di 3,5 nodi. Decidiamo comunque di proseguire, tornare indietro non ci piace, contiamo che fra 7 miglia, dopo il capo, il vento dovrebbe abbassare un po', infatti dopo un'ora e mezza di sofferenza, ecco il capo, il vento gira tanto da permettere alle vele di portare. La velocità sale immediatamente, si fanno tra i 6 e i 7 nodi. Ci portiamo sottocosta, ben fatto, le onde qua non sono terribili, passano ancora 3 ore e poi finalmente tutto si mette a nostro favore, mare quasi calmo e poco vento. Ci riprendiamo subito, una buona colazione e poi a contare i minuti che ci separano da Suez, sempre con un occhio al barometro però. Arriviamo a Suez alle ore 13, tutto secondo copione, passiamo davanti gli uffici del porto e ci ormeggiamo alle boe dello Yacht Club, siamo arrivati, ce l'abbiamo fatta! Renato ci viene incontro per aiutarci con le cime di ormeggio, lui e la barca Me ne vado, avevano scelto di navigare tutta la notte, quindi erano arrivati qualche ora prima di noi. Qua ritroviamo tanti amici, compagni di navigazione con i quali eravamo partiti da Phuket quattro mesi orsono. Ci fermeremo qua almeno 5 giorni, poi attraverseremo il canale verso, o Cipro o la costa Turca, tutto dipenderà dal vento. Ci sentiamo più avanti per raccontarvi l'esperienza del canale di Suez, ciao.
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