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DIARIO DI BORDO

SUDAN

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5 Aprile 2005
Passate le condizioni di tempo avverse, continuiamo la risalita verso il Sudan. Arriviamo a Suakin di pomeriggio, il paesaggio è molto suggestivo. Dopo il porto commerciale si costeggiano le rovine della vecchia città, solo un palazzo e alcuni campanili sono rimasti in piedi, più avanti, davanti l'attuale villaggio, lo specchio d'acqua dove andiamo ad ancorare. Mohammed viene a bordo e provvede ad espletare tutte le formalità d'ingresso, prende i panni da lavare, l'ordine per il gasolio e ci cambia anche 20 dollari in valuta locale, questa si che è organizzazione. L'indomani andiamo a terra per fare un po' di provviste. Le strade sono tutte sterrate, su 30.000 abitanti, solo una decina hanno telefono e televisione (beati gli altri), automobili poche, tutto si muove tirato dagli asini, pochi fortunati a dorso del cammello. Gli uomini di passaggio, con il turbante in testa, sono bellissimi, alti e portano tutti delle sciabole incredibili. Il mercato è una meraviglia, bella verdura e purtroppo poca scelta di frutta. Tra i banchi circolano tranquille, pecore e capre, gli uomini che popolano il mercato sono molto caratteristici e non parlano una parola d'inglese. Fatta la spesa rientriamo in barca, carichiamo il gasolio nei serbatoi e l'indomani partiamo per una sosta in un reef a sole 30 miglia di distanza. Sanganeb è il nome del reef, si entra per una stretta passe e si ancora tra i coralli. Lo snorkelling è superbo. Le previsioni dicono che ci saranno tre giorni di bonaccia, dopodiché arriveranno tre o quattro giorni di vento forte. Ne approfittiamo per portarci il più avanti possibile. Con le prime luci, insieme a Renato e family, partiamo verso l'Egitto, dopo 300 miglia, in un mare che sembrava olio, ecco che il vento arriva all'improvviso e con un giorno di anticipo. Il mare comincia a montare e la navigazione si fa dura, decidiamo di tornare 15 miglia indietro e andare ad ancorare in una baia al confine con l'Egitto, sul posto troviamo altre sei barche. Il posto è molto bello, l'acqua incredibilmente cristallina, pieno di teste di corallo, speriamo di riuscire a tirar via l'ancora quando partiremo. La notte il vento cala del tutto e il mattino seguente, da zero a 25 nodi in un attimo. Decidiamo di dare una seconda ancora, la notte vogliamo dormire tranquilli e le previsioni danno il vento in aumento. Ne approfittiamo per riordinare le idee, fare un po' di lavoretti di routine, un caffè o una birra sulla barca di un amico e così le ore passano. A risentirci dal prossimo ancoraggio.

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