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GIRO DEL MONDO
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Ce la stiamo godendo proprio quà alle San Blas, la pace e le meraviglie della natura rendono
questo posto unico. Purtroppo i giorni passano in fretta e sembrerà strano ma certi giorni ci
manca il tempo per fare le cose. Visitiamo alcuni villaggi della civiltà Cuna, troviamo sempre
persone disponibili e ospitali. Vivono in capanne fatte di canne, e la loro unica ricchezza sono
i cocchi e le molas. A turno ogni famiglia soggiorna in una delle 350 isole dell'arcipelago per
circa due mesi e durante questo periodo i cocchi che cadono vengono raccolti e poi venduti.
Chi è qua in barca da diverso tempo ci spiega come il turismo purtroppo sta cambiando anche
questo ultimo paradiso.Domani arriva Caterina, un'amica fiorentina che ci farà compagnia per
una settimana. Insieme ci spostiamo da un reef all'altro e ogni volta un posto incredibilmente
diverso e sorprendentemente magico. Ci ancoriamo generalmente al vento con la prua verso il mare
aperto, unica protezione il reef che spezza le onde e rende il mare piatto, un sogno,
mai un moschito, mai caldo. Subito sotto la barca si apre un altro paradiso, i fondali tropicali
. Migliaia di specie di pesci e coralli di ogni forgia e colore. Con Alina durante uno snorkeling
abbiamo potuto ammirare anche due aquile di mare. Domani con Enzo proveremo a pescare alla
maniera Cuna i pesciolini da fare fritti.Una rete fine unita ai lati da due legni, ci serve da
cuccaio per catturare i branchi che passano sotto riva. Il bottino è soddisfacente, Rita ce li
frigge e insieme ci cucina delle ottime frittelline di farina di mais. Non c'è che dire,
ci trattiamo davvero bene. Purtroppo è arrivata l'ora di rimettersi in viaggio, partiamo
il mattino presto per raggiungere un'isoletta a 45 miglia a ovest delle San Blas, lì faremo una
sosta per poi proseguire verso Portobelo. Diciotto nodi di vento da nord, onda sui 3 metri,
tutto fila liscio e in circa 7 ore raggiungiamo Linton. L'isola è incantevole e al moletto dei
dinghy ci viene incontro una graziosa scimmietta che reclama cibo. L'accontentiamo subito con
due belle banane. Il mattino seguente raggiungiamo in un paio d'ore Portobelo, la baia è
profonda e ben riparata l'acqua uno specchio e ai lati del paesino le vecchie fortezze con ancora
i numerosi cannoni che servivano a difendersi dagli eventuali attacchi durante i carichi di
argento sulle navi. Portobelo è anche luogo di meditazione, molti pellegrini raggiungono
questo posto ad adorare la statua del Cristo Nero. Anche qui facciamo la conoscenza con tre
barche italiane che avevamo sentito per radio. Piero e Simonetta di Firenze sono in giro
nei Carabi da dodici anni ed ancora non intendono tornare. Domani ripartiremo per Colon dove
ci prepareremo per l'attraversamento del canale. Ciao.
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