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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO

DIARIO DI BORDO

CANALE DI PANAMA

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16 Marzo 2003, lasciamo le San Blas, dopo 24 ore di navigazione arriviamo a Colon, avamposto del canale di Panama. Ormeggiamo in rada nella baia antistante il picco Yacht Club che come al solito non ha mai posto.Ci raggiunge Giuliano un amico di Pistoia che rimarrà con noi per diverso tempo. Facciamo subito le lunghe e oltre che costose anche noiosissime pratiche per l'attraversamento del canale e per l'immigrazione. Aspetteremo 5 giorni prima di attraversare. Il tempo viene impiegato per i preparativi. Subito si reperiscono dei vecchi copertoni di auto che ci serviranno a proteggere le fiancate nel caso di rotture delle cime durante il riempimento e lo svuotamento delle chiuse, poi riparazioni varie, e svaligiamento del supermercato, questo sarà l'ultimo posto dove si comprano viveri a buon prezzo. Fa un caldo tremendo e di fare il bagno non se ne parla, l'acqua è veramente sporca. A pranzo mangiamo allo Yacht Club, in barca non si resiste dal caldo e la sera ci godiamo il tramonto in pozzetto. Ore 4,30 del 22 marzo, salpiamo l'ancora, sta arrivando la persona che ci accompagnerà dandoci istruzioni durante l'attraversamento del canale. Con un po' di ritardo (più di un'ora) arriva Ernesto, un ragazzo giovane di colore che ci guida verso la prima chiusa. Saremo attaccati ai nostri amici di Timetama e davanti a noi un mostro di nave lunga più di 100 metri e alta almeno 30. Le porte della chiusa cominciano a chiudersi , inizia il riempimento della vasca, (le prime tre sono a salire x 26 metri), 150 milioni di mt. cubi si riversano con violenza creando gorghi e una fortissima corrente. Le cime si tendono all'inverosimile le barche sbandano, il cuore batte forte, in 5 minuti però tutto passa. E' andata diciamo. Il mostro davanti a noi da motore e la corrente generata dall'elica ci investe facendo temere il peggio, questa volta è questione di un minuto, resistiamo comunque bene aiutandoci con i nostri motori. E così via fino all'ultima chiusa, quella di Miraflores, dove è posizionata anche una web cam, la più emozionante, si aprono le porte e ti trovi nell'oceano Pacifico. Carmine e Marcella di Timetama tirano fuori una bottiglia di champagne per il meritato brindisi. Felici ci dirigiamo verso Balboa dove siamo andati ad ormeggiarci il giorno seguente, prima siamo stati ad un'isoletta vicina per un bagno, ne avevamo bisogno. A Balboa, periferia di Panama City, faremo gli ultimi acquisti e poi punteremo dritti sulle Galapagos. Ciao a presto.

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