18 Marzo 2005
Lasciato il reef di Port Smith, riprendiamo la navigazione con un bel vento fresco di SE, che ci porta in poco più di tre ore nel porto di Massaua. L'impatto non è dei migliori, i segni della guerra sono tangibili, un palazzo sventrato, una Moschea distrutta e molte barche affondate. Ancoriamo nella parte finale del porto, almeno una quindicina di altre barche sono già ormeggiate, le conosciamo tutte, sono le stesse che abbiamo incontrato nei vari ancoraggi tra la Thailandia e qua. Scendiamo a fare le pratiche di ingresso e il visto, poi una bella birra locale in uno dei numerosi bar della città. Si capisce subito che c'è molta povertà, alcune persone chiedono l'elemosina, altri ti propongono di cambiare valuta a mercato nero, altri si offrono per accompagnarti a cercare qualunque cosa uno desideri. Ci mettiamo nelle mani di Sishia, un ragazzo eritreo di una trentina d'anni. Fissiamo per l'indomani mattina, dobbiamo trovare insieme qualcuno che ci ripari il gennaker, due batterie di avviamento del motore e qualcuno che possa lavarci un po' di indumenti. Sishia si presenta puntuale all'appuntamento e in poche ore tutto è fatto. Il giorno seguente organizziamo un escursione ad Asmara. Con un pulmino, insieme a Renato, Maria Pia, Matilde, Italo e Carmen, cominciamo l'avventura verso Asmara a quota 2300 metri. Il panorama che incontriamo durante il viaggio è mozzafiato, montagne rocciose che si intersecano con aride vallate. Più si sale, più la vegetazione aumenta, mucche,capre e pecore al pascolo un po' dappertutto, anche un branco di madrilli abbiamo incontrato. In meno di tre ore siamo ad Asmara. Palazzi di chiara fattura italiana, strade alberate ben tenute, negozi di ogni genere, bar e ottime pasticcerie, rendono questa città molto affascinante. La gente cordialissima, molti parlano la nostra lingua e appena capiscono che siamo italiani, ci fanno dei gran sorrisi. Ci sentiamo un po' come a casa. Alloggiamo in un bell'albergo, pulito e per niente caro, poi cominciamo ad andare in giro a scoprire la città, dopo una bella doccia naturalmente! E' strano fare una doccia vera dopo tanto tempo. Ci precipitiamo subito nel primo bar pasticceria e diamo sfogo alla voglia di dolci, buonissimi. Una capatina alla Cattedrale Cattolica e poi a cena in un ristorante pizzeria di un italiano. Abbiamo chiaramente mangiato pizza, eccellente, niente da invidiare a quelle che mangi in Italia. Stanchi per il viaggio ci ritiriamo piuttosto presto.
Il giorno seguente lo dedichiamo allo shopping e a internet. Lasciamo Asmara un giorno prima del previsto, abbiamo un problema con il gasolio, sembra che non ce ne sia in tutta l'Eritrea, vogliamo tornare a Massaua per risolvere la cosa. In effetti trovarlo non è stato facile, dopo una mattinata spesa tra un ufficio e l'altro, finalmente siamo riusciti a trovare una buon' anima che ci rilascia il documento che ci serve per ritirare 100 litri di gasolio. Alla pompa di benzina la coda è lunga, tutti sono ad approvigionarsi di carburante, un paio d'ore di attesa e poi finalmente l'agognato gasolio. Torniamo in barca, riempimento dei serbatoi, cambio dell'olio del motore, dei filtri del gasolio, pulizia dei filtri dell'aria, una controllata generale a tutto, a questo punto siamo pronti a partire. Domani un po' di frutta e verdura , poi inizieremo la navigazione verso il Sudan, prima però ci fermeremo qualche giorno alle meravigliose Isole Dahalak. Ciao a tutti.
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