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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO


DIARIO DI BORDO

Le prime due settimane

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Partiti il 7 ottobre da Viareggio alle 8 del mattino con rotta su Mahon Baleari. Procediamo con vento da sud-est forza 4, randa e gennaker per una velocità di 6,5 kn, ma purtroppo dopo due ore finisce il vento, si va a motore. Doppiamo la Giraglia la sera al tramonto, davanti Calvì si scatena un ventone di 30 kn da sw e un mare formato con onde di tre metri. Decidiamo di puggiare su Calvì, Alina da una mano di terzaroli e vento in poppa procediamo alla meta a 9 kn. Arriviamo alle 5 del mattino, stanchi ma contenti di aver fatto questa scelta, ci ancoriamo in baia e andiamo a dormire, domani si vedrà. Ancora un giorno a Calvì meteo avverso. Le previsioni non migliorano per la traversata, decidiamo di spostarci a sud alla Girolata dove restiamo per due giorni sotto un vero e proprio diluvio. Ci riposiamo. Poi ancora più giù fino ad Aiaccio, finalmente il 13 di ottobre partiamo alle 16,30 per Mahon con calma piatta e previsioni da nw forza 5. Dopo 5 ore inizia a entrare vento da sw 15 kn e il mare monta con incroci di onde da tutte le direzioni. Cominciamo a soffrire ma di tornare indietro non se parla. Centocinquanta miglia di agonia pura, si trova pace solo distesi e infatti passiamo la notte o sul divano o in cabina con il radar che vigila. L'indomani migliora e sempre con vento in faccia si procede a motore. Arriviamo a Mahon il 15 alle 17 con a bordo un ospite in più: abbiamo pescato un tonno pinna gialla di 13 kg. Distrutti si va a dormire. L'indomani partiamo alle 7,30 per andare a recuperare a Pollensa nel nord di Mallorca i nostri primi ospiti. Luca, Sonia da Porto S.Stefano e Mila da Palma. Grandi abbracci e poi una buona cenetta a base ovviamente di tonno. Si dorme in rada e la mattina decidiamo di spostarci per avvicinarsi a Cabrera, stupendo parco marino vicino a Palma di Mallorca. Si alza un bel vento al gran lasco con raffiche fino a 35 kn, siamo rimossati dalla costa, il mare non monta e Oruwa fila via come una saetta. Ci fermiamo a pranzo in una rada oltre che per mangiare per controllare le eliche che avevano dato dei problemi. Infatti, a quella di sinistra si era svitato lo zinco sacrificale e a quella di destra si era impigliato un nastro di plastica che aveva fatto alzare la temperatura dell'acqua del motore. Si riparte per il porto di Ratajada dove passiamo la notte. La mattina si va a Cabrera 60 miglia, il motore scalda sempre 10 ° in più dell'altro arriviamo al tramonto è bellissima. Scendiamo a terra, c'è solo un bar gestito da una coppia di 70 anni, l'isola è abitata solo da militari, occorre un permesso per restarci la notte, noi non ce l'abbiamo ma tanto domani mattina partiremo presto per arrivare a Palma. Luca ci delizia il palato con una cenetta a base di pesce (comprato) e poi a letto. Arriviamo a Palma la mattina del 19, Mila con le sue conoscenze riesce a trovarci un posto in porto, dove ormeggiamo. Tre giorni 106 euro…un furto, però il porto è bellissimo, attiguo proprio alla passeggiata con sullo sfondo la meravigliosa cattedrale gotica catalana. La sera tutti a cena, tapas e vino rosso. Gruppone d'amici di Mila, siamo in dodici. Domenica mattina partono tutti per rientrare alle proprie attività, ci raggiunge però Davide che ci accompagnerà fino ai Carabi per dividere le fatiche della navigazione.

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