GIRO DEL MONDO
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28 maggio 2005
Come dicevamo, la navigazione è continuata sempre con vento e mare contro. Arriviamo la sera tardi all' entrata est del canale di Corinto, ancoriamo nella baia antistante e l'indomani alle 6,00, Riccardo aveva già provveduto ad espletare le formalità per l'attraversamento del canale e pagato il costosissimo pedaggio, 130 euro per 3,5 miglia di canale ci sembrano davvero tante. L'attraversamento è stato facile e suggestivo, assenza di vento e nessuna nave a confonderci le acque creando correnti strane. Il canale è veramente stretto, solo pochi metri da entrambe le parti ci separano dalle alte pareti a strapiombo. In poco più di mezz'ora eravamo nel golfo di Corinto. Avevamo fatto appena una ventina di miglia, quando comincia a montare una strana onda, lunga e a volte alta più di un metro. Di lì a poco ecco anche il vento. Dapprima sui 15 nodi fino poi a raggiungere i 35 e quindi costringerci a riparare in un piccolo porticciolo di pescatori. L'ancoraggio non è stato dei più facili, il vento al traverso ci abbatteva, con l'aiuto comunque di un paio di pescatori siamo riusciti nell'impresa limitando i danni ad un graffio sulla fiancata sinistra. Il vento è durato per ben due giorni e sempre molto forte, ne abbiamo approfittato per un meritato riposo e piccoli lavoretti alla barca. Lasciamo i simpatici amici pescatori e facciamo tappa a Navpaktos, un piccolo porto veneziano meglio conservato di tutta la Grecia. Le sue mura sono costituite da enormi blocchi di pietra con le sommità merlate, internamente però è molto piccolo, per Oruwa non c'è posto, ci ormeggiamo all'esterno, le previsioni non prevedono vento per la notte. Qua, con l'ausilio delle taniche, facciamo anche 300 litri di gasolio, che con molta sorpresa costa molto meno che in Italia, 83 centesimi il litro. Dopo il rifornimento di carburante, un po' di spesa e una cenetta in barca, stasera pollo e domani si salpa per l'Italia. Alle 6,00 del mattino siamo già in navigazione, tutto tranquillo, decidiamo di passare a sud di Cefalonia e attraversare diretti ad ovest verso Roccella Ionica in Calabria. Come per magia, appena imboccato il canale a sud di Cefalonia, il vento comincia a soffiare e il mare a diventare insostenibile, avanziamo a 3 nodi, non è il caso di continuare, ne riparleremo magari più tardi. Ancoriamo in una piccola baia della costa ed aspettiamo per decidere il da farsi, ne approfittiamo per cenare. Verso le 20,00 il vento cala un po', decidiamo di partire. Adesso la velocità è migliore, facciamo 4,5 e verso le 22,00 tutto si calma permettendoci un'andatura normale. Notte tranquilla e giorno seguente tremendo. Era veramente tanto che non avevamo un mare così ignorante. Da sud ovest, onde alte 2,5 metri, per cui quasi di prua e vento a 25 nodi, un tormento. E' durato tutto il giorno e parte della notte successiva, eravamo sfiniti, in queste condizioni il catamarano è veramente rumoroso e di dormire non se ne parla. Finalmente arriviamo a Roccella, ormeggiamo in banchina e tiriamo un bel sospiro esclamando: eccoci a casa! Qua incontriamo anche Alessandro con la sua barca, era stato con noi durante la traversata dell'Atlantico, una vera casualità. Baci abbracci e una ricca cena tutti insieme con un gustosissimo tonno pescato durante la traversata. Due giorni a Roccella e poi via verso lo stretto di Messina. Passiamo la parte sud dello stivale con calma piatta, poi appena superato capo dell'Armi imboccando lo stretto, ecco il vento, fino a 25 nodi di apparente, contro ovviamente. Si procede lenti, a volte anche 2,7 nodi, per fortuna le onde sono corte e molto basse. Ci sono volute quasi cinque ore per uscire dal canale, in tutto 15 miglia. Entriamo nel nostro Tirreno e alle 20,00 siamo ormeggiati a Troppa per un meritato riposo. E' vero che il nostro viaggio sta finendo, tornare però dopo tre anni nella nostra terra fa sempre piacere. Adesso navigheremo fino a Viareggio e lì finirà davvero questa straordinaria avventura. Ci risentiremo ancora per una battuta finale e qualche considerazione curiosa, intanto ci pensiamo.
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