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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO

DIARIO DI BORDO

ISOLE MARCHESI

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Abbiamo fatto passare un po' troppo tempo dall'ultimo diario,ma la stanchezza della traversata e l'abbandono totale a questi paradisi ci hanno fatto tralasciare i nostri impegni. Faremo in modo che non risucceda. Arriviamo dopo la traversata alle Marchesi è il 5 di maggio, atterriamo a Fatu Hiva,l'isola più a sud. L'impatto con la natura e soprattutto con la gente è stato eccezionale. Montagne verdissime a picco sul mare,acque blu intenso,frutta da tutte le parti, prati curati,povertà e dignità tra la gente. A differenza di tutti gli altri posti finora visitati, qua nessuno ti vuole vendere nulla, anzi se chiedi della frutta il più delle volte te la regalano o al massimo la scambi con un pacchetto di biscotti o di sigarette. Per due campioncini di profumo Alina è riuscita a farsi dare un pollo. Nel villaggio,200 anime, tutti ti salutano,e c'è chi come Ethiene, sull'isola di Ua Pou ti invita a casa sua per cena pregandoci di dirlo anche a tutte le barche della rada. Eravamo in 15 quella sera, di tutte le nazionalità, ognuno aveva preparato la propria specialità, poi a fine cena il polinesiano si esibisce danzando e cantando, noi, gli italiani,replichiamo con O sole mio. I marchesiani vivono di pesca, cacciagione e lavorando alla produzione della copra che si ricava dalle noci di cocco e dalla quale si fanno tessuti e oli per cosmesi e farmacia. Dopo aver ripreso fiato a Fatu Hiva ci spostiamo all'isola di Hiva Oa,la seconda dell'arcipelago qui facciamo dogana ed assistiamo alla celebrazione del centenario della morte di Gauiguin. Spettacoli,canti e danze rendono questi giorni indimenticabili. Un po' di spesa,carissima,e poi via a Ua Pou un isola che si trova vicina a Nuku Hiva che è la capitale. Ci fermiamo tre giorni e ci godiamo una rada da sogno. Le mante passano sotto la barca come fossero dei pesci di porto, peschiamo dei ricci enormi e li cuciniamo come sugo per gli spaghetti,ottimi veramente.Facciamo amicizia con i locali e la sera ci divertiamo insieme a dei ragazzi a giocare a pallavolo. Poi come già anticipato la mitica cena con Ethiene. Ci spostiamo a Daniel's bay, Nuku Hiva, l'ormeggio è da sogno, una baia protetta da quattro lati in mezzo a montagne a picco sul mare. Qua c'è la terza cascata al mondo per altezza, (600 mt.) decidiamo di esplorarla. Al mattino di buon ora iniziamo la camminata in mezzo alla vegetazione,due ore di cammino guadando per ben quattro volte il fiume. Arriviamo finalmente e lo spettacolo è veramente sorprendente e unico. Un getto d'acqua potente che si abbatte al suolo in mezzo a montagne perpendicolari e altissime. Il rumore è assordante nell'aria milioni di particelle d'acqua nebulizzata, sembrava di essere in una scena di un film di fantascienza. Rientriamo e Daniel, l'unico abitante insieme alla sua famiglia della baia ci offre a tutti cocco fresco, da bere e da mangiare, noi ringraziamo con il solito pacchetto di sigarette. Rientrati in barca troviamo una piacevole sorpresa, Marcella di Timetama, ci stava aspettando con un bel piatto di gnocchi fumanti appena sfornati, Santa Marcella che buoni! Lasciato l'ormeggio di daniel's bay ci rechiamo cinque miglia più a nord al villaggio principale che anche capitale delle Marchesi. Quà è tutto un più civilizzato, la vita è carissima e non si respira più la stessa aria delle altre isole. Faremo spesa e riparazioni varie e poi cominceremo la discesa vero le Tuamotu, altre cinquecento miglia. Ciao a presto, per davvero!

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