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DIARIO DI BORDO

Indonesia

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31 agosto 2004 L'espolarazione del parco australiano Kakadu è stata molto suggestiva. Con un tour organizzato abbiamo campeggiato per tre giorni nelle pianure del parco a contatto con una natura esuberante e con la compagnia di molti animali, pappagalli, aironi, coccodrilli e milioni di termiti. Certi termitai erano alti anche dieci metri ed i coccodrilli almeno cinque. Un altro suggestivo posto è stato sicuramente la valle dove vivevano gli Aborigeni, abbiamo potuto ammirare graffiti disegnati sulle delle enormi rocce e grotte che usavano come casa. Rientrati a Darwin, ultimata la preparazione di Oruwa, insieme a Lucio e Claudia siamo partiti per percorrere le 570 miglia che ci separavano da Kupang, sull'isola di Timor, nostro primo stop indonesiano. La navigazione è andata fin troppo bene, poco vento, tanto motore e tramonti e nottate magiche. Kupang è una città caotica, un traffico infernale dove tutti suonano il clacson, la sporcizia, non ne parliamo, in compenso la gente è molto cordiale. Ci fermiamo solo un paio di giorni, giusto il tempo di fare gasolio, spese alimentari e imbarcare i nostri amici pratesi che hanno passato con noi il mese di agosto. Il 7 di agosto, Marzia, Gianna, Giancarlo e Loris, salgono a bordo di Oruwa, giusto un giorno per digerire il fuso orario e poi via in navigazione, sempre più vicini all'equatore. Abbiamo subito fatto una notturna, il mare così incredibilmente ricco di plancton che sembrava navigare nel latte. Abbiamo raggiunto in un giorno l'isola di Alor, a nord di Timor, poi sempre verso ovest, navigando sempre ridossati dai venti dell'aliseo di SE, tra l'altro mai trovati, se non all'arrivo a Bali. I fondali inizialmente non particolarmente belli, (pescano ancora con la dinamite purtroppo), sono andati migliorando una volta avvicinati all'isola di Flores. Coralli e pesci di ogni tipo hanno deliziato i nostri bagni. Il tempo sempre bello e nel pomeriggio una bella brezza ci aiutava contro le zanzare che non abbiamo mai sofferto. Arriviamo all'isola di Komodo, famosa per i suoi dragoni, lucertoloni lunghi fino tre metri che sembrano discendere dalla preistoria e che vivono solo in questa isola. Scendiamo a terra e andiamo in esplorazione. Subito nelle vicinanze del pontile di legno ce ne sono subito due che si stanno crogiolando al sole, apparentemente sembrano innocui, bisogna però stare molto attenti, sono carnivori e riescono a buttare giù una capra intera. Riescono addirittura ad uccidere un bufalo. Andiamo a pagare il biglietto d'ingresso del parco, il ranger molto cordiale prende i nostri nominativi e ci invita a vedere, proprio lì a pochi metri, una lotta tra dragoni. Tra di noi è stato un fuggi fuggi, tutti che cercavano riparo sulle terrazze delle capanne di palafitte e loro, i dragoni, che se le suonavano di santa ragione, impressionante veramente. Al ritorno in barca poi, abbiamo anche visto numerose scimmie e un paio di bufali enormi. Il giorno successivo nuova e più accurata escursione, questa volta oltre agli animali sopraccitati, anche cervi e maiali selvatici, nonché numerose specie di uccelli. Ripartiamo da Comodo per Sumbawa, un bel dorado di otto chili, rimane alla nostra lenza, Giancarlo e Loris provvedono con un fare un po' poco ortodosso, ma efficace, a tirarlo a bordo. La sera stessa lo abbiamo cucinato in forno con le patate, le cipolle e i pomodori, ottimo. Purtroppo dopo questo pesce non abbiamo avuto molta fortuna, solo un grosso barracuda si è degnato di farci visita a bordo, in compenso appena potevamo ce lo compravamo dai pescatori e nei vari villaggi. Giancarlo è riuscito anche a rimediare un'aragosta per 50 cent di euro. Eh si, la vita qua costa veramente poco, per portare degli esempi vi dico che un pacchetto di Marlboro costa un euro e che un litro di gasolio ne costa 30, ma centesimi però! Arriviamo a Lombok, ancoriamo davanti l' isolotto di Gili Air, protetti dai reef, il posto è incantevole. A terra un infinità di ristorantini molto spartani ma carini che propongono pesce alla griglia. Per cena ci abbuffiamo letteralmente di pesce e non riusciamo a spendere più di 8 euro a testa, che pacchia ragazzi! Dopo una sosta di un giorno a Lombok e visto il grado di turismo, decidiamo di portarci subito sull'isola di Bali, sicuramente più turistica ma con molte cose interessanti da visitare. Finalmente il vento da SE, una bella corrente a favore, e Oruwa fila a 11 nodi verso la mitica Bali. Avvistiamo la boa di ingresso della baia che ci porterà a Bali Marina, orziamo per togliere le vele, una volta giù però un'onda alta almeno sei metri ci investe e per poco… In effetti il fetch è tanto e le onde lunghe che arrivano dall'Australia una volta che incontrano i bassi fondali diventano molto pericolose. Ci districhiamo nel complesso ingresso e giungiamo al piccolo marina. Lo yacht club non è male, tutto intorno invece un po' una schifezza, questo del resto è l'unico porto dell'isola, per cui lascio immaginare. Nel marina incontriamo di nuovo Sandro del Moogly, lui è arrivato direttamente da Darwin ed è qua già da un po' di giorni. Ci consiglia un ristorante sulla spiaggia dove fanno pesce alla griglia, ceniamo tutti insieme e mangiando aragoste, granchi, calamari, gamberoni e pesce, spendiamo anche stavolta 8 euro. Soddisfatti e un po' stanchi ce ne andiamo a letto. Il mattino seguente i nostri ospiti vanno in esplorazione e per shopping, purtroppo fra tre giorni devono rientrare in Italia, ciao ragazzi, alla prossima. In questi giorni andremo anche noi in esplorazione, vi faremo sapere le nostre impressioni. Ciao, a presto.

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