GIRO DEL MONDO
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25 luglio 2004.Insieme a Mia, di Lucio e Claudia, partiamo di buon' ora per approfittare della corrente di marea favorevole, che ci porterà dalle Isole dello stretto di Torres, direttamente nel golfo di Carpentaria, a nord del Queensland australiano. Le miglia da percorrere fino al primo stop, Cape Wessel, sono 330. Il vento non è molto forte, si procede a motore e vela, poi nella notte aumenta, godendoci così la navigazione nel silenzio rotto solo dal rumore del vento. La navigazione è confortevole, (Lucio rolla un po' con il monoscafo) in effetti il mare è ingrossato a causa del vento e delle correnti contrarie che fanno ribollire tutto. In poco più di due giorni arriviamo a Capo Wessel, girato il capo ancoriamo in una bellissima e selvaggia baia. Le Wessel sono isole disabitate, strette e lunghe, che vanno dal nord dell'Australia fino a un centinaio di miglia in mare aperto. Scendiamo a terra a godere la meravigliosa spiaggia di sabbia finissima, in giro non c'è anima viva. L'indomani siamo costretti a partire a causa di un annuncio meteorologico che da a breve vento fino 30 nodi, vogliamo raggiungere degli amici italiani che sono davanti a noi di circa 400 miglia. La navigazione è pressappoco uguale a quella precedente, mare incasinato e vento sui 25 nodi, solo l'ultimo tratto ridossato dalla costa risulterà più piacevole. Arriviamo nel pomeriggio ad Alcaro Bay, proprio dietro capo Don, ultimo baluardo prima delle restanti cento miglia che ci separano da Darwin. Sandro e Costanza del Mougli e Renato, Maria Pia e la piccola Matilde di Anna Martina , ci danno il benvenuto. Sandro, di Firenze, in nostro onore ha issato la bandiera del Granducato di Toscana. Ci ritroviamo su Oruwa per consumare tutti insieme una deliziosa cenetta e per scambiarci racconti vari e aneddoti, nonché buttare le basi per programmare bene l'insidiosa navigazione fino Darwin. Dunda Streit è l'inizio di un canale che attraverso Vandiemen Gulf porta fino a Darwin. Qui la marea è molto forte, fino 7 metri, la corrente di conseguenza. Dobbiamo far incastrare tutto bene altrimenti ci sarà da ballare. Partiamo il mattino alle 1,30, la corrente è forte e ci spinge a 9,5 nodi di velocità. La notte è buia e la tensione tanta. Nello stretto oltre alle nostre quattro barche, incrociamo diverse navi, non ci si può rilassare mai, e infatti non chiudiamo occhio per tutta la notte. Dietro Capo Don il vento aumento fino 30 nodi a volte, il mare di traverso ci fa ballare non poco, ogni tanto qualche frangente rompe in coperta, tutto sotto controllo, Oruwa se la cava benissimo. Durerà fino al mattino, poi una volta nel mezzo di Vandiemen Gulf, tutto diventa più maneggevole e fino a Darwin sarà una bellissima veleggiata che a tratti ci stimola anche all'ingaggio con le altre barche. Arriviamo nel pomeriggio a Fannie Bay, un centinaio di barche all'ancora ci danno il benvenuto, molte partiranno in regata per l'Indonesia, ce ne sono addirittura tre di competizioni in questo mese. Subito a terra a mettere piede sul continente australiano e a bere una meritata birra, all'orizzonte un tramonto mozzafiato cancella la stanchezza. Il Sailing Yacht Club ospita gratuitamente tutte le barche della baia, mette a disposizione docce, lavanderia, ristorante, bar, internet, sala giochi e anche un negozio fornitissimo di nautica.
La città non è un gran che, però trovi di tutto, dopo due mesi e mezzo di navigazione un po' di civiltà non guasta. Un po' di giorni di riposo, poi subito al lavoro, ci mettiamo in cerca di parti di ricambio per la barca, ricarica del gas per la cucina e iniziamo a fare un po' di lavoretti per avvantaggiarsi sulla partenza per Timor in Indonesia, facciamo anche carena, erano diventati un prato gli scafi di Oruwa. Per fortuna con 6 metri di marea non è un problema mettere in secca il catamarano. Faremo anche un tour di tre giorni al parco del Kakadu, vi faremo sapere com'è andata. A presto e buone ferie a tutti. Ciao.
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