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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO

DIARIO DI BORDO

ARRIVO IN COLOMBIA

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Ripartiamo da Blanquilla la notte alle 3,30, destinazione Los Roques. Le miglia sono 140, il vento sempre lì, da est, la navigazione piacevole e senza problemi. Atterriamo in paradiso. Caio de agua, una lingua di sabbia disabitata chiusa dai reef, gli unici padroni incontrastati sono gli uccelli.Ci riposiamo tutto il giorno domani si riparte per Bonarie. Purtroppo tutto questo correre è dovuto al fatto che nei giorni prossimi ci sarà una buona meteo per passare il tratto di mare critico che va da Aruba a Cartagena, e noi ne vogliamo approfittare. Quel tratto è veramente brutto, molte barche si sono perse, altre rovesciate, per cui, toccata e fuga a Bonarie e sosta di 5 ore ad Aruba. Qui ci eravamo dati appuntamento con Carmine e Marcella del Timetama (www.timetama.it), volevamo fare il tragitto insieme per maggiore sicurezza . Partiamo il pomeriggio del 22 le previsioni danno 20 nodi da est e onda di 2,5 metri. Appena messo il naso fuori la musica è questa: onda oltre i 3 metri e 33 nodi di vento. Si balla molto, anche perché prima di puntare ad ovest e mettersi il vento in poppa dobbiamo portarci molto al largo sulla batimetria dei 2000 metri, sembra che l'onda lì sia più docile. Navighiamo tutta la notte con il pilota automatico, il vento è un po' calato, il mare pure, passiamo una buona nottata tutto sommato. L'indomani ricomincia il vento, 28/30 nodi e mare sempre formato, però l'onda si è allungata molto e in surfata si sono raggiunti anche i 15 nodi. Di nuovo notte tranquilla e giorno movimentato. Infatti il mattino seguente già dalle 8 siamo costretti a timonare il vento arriva a 35 nodi e l'onda sui 4 metri, è impressionante, ma mai perdersi, ecco un bel cd è quello che ci vuole, lo spirito giusto in questi casi aiuta. Dobbiamo lasciare le profondità abissali per passare sopra un basso fondale di 50 metri che ci accompagnerà fino Cartagena. Sapevamo che qua avremmo potuto trovare onde molto grosse, ma mai ci eravamo immaginati quanto potessero essere 5 metri di acqua. Proprio nel punto di cambio di profondità si formano queste onde, vere montagne sopra di noi, cerchiamo di essere veloci per lasciarcele alle spalle, accendo motore e insieme alla vela ce la caviamo, il tutto svanisce in non più di mezz'ora. E' passata, ora tutto in discesa verso Cartagena, c'è il tempo anche per un po' di pesca, caliamo la lenza in acqua e subito un bel barracuda di circa 2 chili arriva a bordo. Eccoci nella baia di Cartagena, Carmine arriverà un paio d'ore dopo di noi, nella traversata ha rotto una vela e poi si è dovuto fermare spesso a recuperare i pesci che il suo equipaggio tirava su. L'impatto con Cartagena è orribile, grattaceli e cantieri ovunque speriamo che ci riservi qualcosa di nascosto!! Ciao a presto.

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