GIRO DEL MONDO
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1 gennaio 2005
Come sicuramente in tutto il mondo, anche per noi ieri sera è stata una fine d'anno senza gioia. Nessuna festa, solo una preghiera collettiva per i morti del maremoto con l'augurio che tutte le persone che stanno soffrendo possano presto tornare ad una vita normale. Questa mattina Alina ha raccolto un appello via radio, dall'ospedale di Phuket stavano cercando plasma AB RH+, abbiamo controllato tutti il proprio ma nessuno ha questo tipo di sangue, speriamo che fra tutte le barche in ascolto siano riusciti a trovarlo. Intanto la situazione vicino le coste di Krabi si è quasi normalizzata, i vari negozi e ristoranti hanno riaperto e i pochi turisti rimasti cominciano a muoversi e a dare lavoro a tutte le persone che contavano sulla stagione turistica. Da Renato, abbiamo saputo che anche a Patong, sulla costa ovest, la vita si sta lentamente normalizzando. In effetti, e non si sa bene come, solo alcune fasce di costa sono state colpite duramente, altre non hanno riportato nessun danno, resta comunque una tragedia. Per il tratto invece al confine con il Burma, la situazione è un po' più grave, in quella zona non ci sono bassi fondali, per cui l'onda ha scaricato tutta la sua violenza senza attenuarsi. Abbiamo sentito un amico che stava in barca alle isole Similan, 20 miglia a ovest di Phuket, lì si sono accorti solo dell'innalzamento del livello dell'acqua e niente più. Un altro amico australiano che era all'ancora a Rok Nok, ha osservato che durante il passaggio dell'onda il profondimetro ha segnalato un'abbassamento improvviso del livello dell'acqua di 6 metri e immediamente lo ha visto risalire di 13, per fortuna senza conseguenze. Stiamo ancora cercando un amico italiano che era arrivato due settimane fa a Galle in Sri Lanka, abbiamo fatto chiamare la Farnesina e a casa, non abbiamo avuto nessuna risposta che è vivo da entrambe le parti. Mancano all'appello anche una coppia inglese con un bambino di 6 anni e un catamarano di amici australiani che dovevano essere in navigazione verso la Malesia, speriamo di avere presto loro notizie . Tra due giorni rientreremo in marina, dicono che ci sono problemi con l'acqua e casi di colera, dissaleremo il più possibile prima di rientrare e berremo solo acqua minerale. Faremo poi un punto della situazione con le altre barche che devono attraversare l'Oceano Indiano e quindi decideremo il da farsi, credo che la soluzione più accreditata sia quella di fare rotta diretta senza scalo sullo Yemen . Cercheremo anche crew per la traversata, 25 giorni di navigazione sono veramente tanti. Ci risentiremo tra qualche giorno.
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