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Diario di Bordo

GIRO DEL MONDO

DIARIO DI BORDO

Dal 20 ottobre al 1 novembre 2002

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Domenica 20 bellissima giornata, Tony e Fernando vengono a prendere Riccardo per una stupenda pattinata sul lungomare di Palma. Pranziamo in barca con un po' di amici e salutiamo Mila che rientra a S.Sebastian, ciao Mila grazie di tutto e a presto! Pomeriggio da turisti Alina in bici fa un giro in città. Prendiamo informazioni sulle previsioni meteorologiche, niente di buono, tre giorni di forte vento da SW, proprio dove dobbiamo dirigerci noi. Nell'attesa di tempo migliore Riccardo provvede alla sostituzione delle giranti della pompa dell'acqua salata che raffredda il motore, infatti da alcuni giorni la temperatura era salita notevolmente. Ultime aggiustatine qua e là, quindi il 23 decidiamo di partire comunque. Dopo un'ora circa 30 nodi sul naso e un bel mare ci costringono a ripiegare nella baia di Palmanova dove riparatissimi ci mettiamo all'ancora. Un'acqua stupenda che ci invita per un piacevole (anche se freddino) bagno. Alle 8 del 24 decidiamo di riprovare e partiamo per Ibiza. Mare lungo da SW, vento pure ma solo 5 nodi si procede comunque bene. Ad allietare la navigazione viene a trovarci in barca una bellissima lampuga di un paio di chili. Cucinata immediatamente. Ottima!!!!! Arriviamo a Ibiza nel tardo pomeriggio, ormeggiamo all'inglese davanti al Tophaga, veliero antico di 40 metri, in un banchina all'ingresso del porto da veri marinai portoghesi. Infatti l'indomani le autorità portuali ci invitano a lasciare quel posto. Decidiamo allora di partire la mattina seguente di buon ora senza così doversi spostare. Ibiza è un po' desolante in questa stagione, quasi tutti i negozi chiusi, e quei quattro gatti che ci sono in giro hanno il…pelo bianco. Oggi è il 26 di ottobre, di buon ora ci spostiamo ad un marina attraccandola molo del distributore, lì aspettiamo l'apertura per riempire i serbatoi di gasolio. Ore 10, si parte per Formentera. Sosta all'isola di Espalmador, con la sua sabbia fina e le acque cristalline, la giornata è bella al sole sono 25 gradi, Davide non lo teniamo più, infatti eccolo già tuffato in quella splendida…piscina azzurra. La sera ci spostiamo in rada davanti al porto della Sabina, visita a Espujol e rientro immediato in barca, a terra non c'era proprio nessuno. Meglio ! A nanna presto, domani ci aspettano 260 miglia fino Almerimar. Alle 5,30 del 27 partiamo, la luna ci accompagna. Alle prime luci dell'alba un rumore gradito ci fa sobbalzare " zzzzzzzzzzz " non una ma bensì due lampughe hanno abboccato all'amo. Anche queste sui due chili. Poi perderemo un tonnetto proprio sotto la barca, ci siamo comunque rifatti nel pomeriggio con altre due lampughe. Cenetta deliziosa: lampuga al forno con patate e pomodorini. Cominciamo i turni per la notte, procediamo a motore il vento è sempre stato assente, il mare è calmo, in compenso intorno a noi pullula di navi enormi. Ad un certo momento compare sul radar un oggetto enorme, usciamo a vedere cosa fosse, ci troviamo davanti alla prua un faro bianco potentissimo a circa 4 miglia. Avanziamo e quella cosa strana non accenna a spostarsi, a meno di un miglio decidiamo di virare e ci rendiamo conto solo allora che quella cosa era ferma. Una piattaforma gigantesca. La notte passa bene senza problemi. Alle 12 del 29 ottobre inizia a salire vento, procediamo al gran lasco come saette, 38 nodi di vento e 13 di velocità. Davide al timone non crede ai suoi occhi e si lascia andare in surfate mozzafiato. Arriviamo ad Almerimar, bellissimo porto a sud di Almeria, ci arriviamo con il gennaker accaramellato allo strallo di prua, una manovra sbagliata l'aveva ridotto così. Ci ormeggiamo all'inglese, espletiamo le pratiche burocratiche e ci sorprende veramente tanto constatare che un giorno in quel porto per un catamarano come il nostro costa solo 10 euro. Infatti il porto è pieno di "giramondisti" che come si sa generalmente prediligono la rada. Approfittiamo del meteo favorevole, e l'indomani partiamo subito dopo pranzo con destinazione porto di Motril . Ci arriviamo alle 18, fatte ancora 35 miglia tutto a motore. Il porto è commerciale, non ci sono posti se non ad una banchina da lavoro. Ci ormeggiamo all'inglese dietro un'altra barca a vela. Dopo neppure 1 ora ecco le autorità portuali che ci informano che sostare in quella banchina sarebbe costato 30 euro. Allibiti decidiamo comunque di pagare e di goderci l'indomani un escursione a Granada. Di buon ora il giorno dopo prendendo due pullman , in poco più di un'ora siamo a Granada. Città veramente bella, l'aria è fina e fresca, siamo a mille metri di altezza, visitiamo la cattedrale e la meravigliosa Alhambra. Antica città dell'epoca Romana e forse prima, domina dall'alto Granata. Decidiamo di visitarla internamente, dopo una consistente coda alla biglietteria eccoci dentro. Giardini, palazzi, vie, piazzali, torri, castelli, è di una maestosità sorprendente. All'interno degli edifici mosaici arabi, decori policromatici fanno restare a bocca aperta. Stanchi ma soddisfatti rientriamo in barca. Passiamo la notte all'ancora nell'avanporto. La mattina dopo, alle 8,00, si parte per Malaga. La barca è piena di polvere, forse ieri le operazioni di carico e scarico delle grosse navi hanno sicuramente contribuito a ridurla così. Con mare e vento contro arriviamo a Malaga, mettiamo il naso dentro il porto e visto le dimensioni delle navi attraccate e le decine di gru sparse sulle banchine, decidiamo di proseguire per Benalmadena località di mare a 10 miglia dal centro dove si trova un curioso porto. Ci ormeggiamo vicino la riva, subito fuori il porto, e con il tender scendiamo per una breve visita. Questo strano porto è così fatto: apparentemente è un porto normale, poi andando avanti si apre un secondo porto scavato sulla costa ed edificato intorno agli specchi d'acqua con costruzioni disneyliane. Tutto intorno decine di ristoranti, negozi, cinema e ogni tipo di diavoleria che possa venirvi in mente. Dulcis in fundo, ogni barca è ormeggiate davanti alla propria abitazione, così uno rientrando la sera, potrà scendere direttamente sul pianerottolo di casa. Mah, degustibus non disputandum est ! Non so se si scrive così, però fa figo. Ci restano ancora 50 miglia, domani saremo a Gibilterra. Di buon ora cominciamo la navigazione, il vento è bello teso, raffiche fino a 25 nodi ci fanno avanzare a velocità sostenuta. Arriviamo alla mitica punta Europa alle 15 del pomeriggio. E' sempre emozionante affacciarsi sulle colonne d'Ercole passando sotto la rocca. Espletate le formalità doganali ormeggiamo in rada accanto alla pista d'atterraggio dell'aeroporto, tutti i marina sono completi. Gli aerei atterrano passando a pochi metri dalla testa dell'albero. Speriamo bene! Siamo ormai di casa qui, ci eravamo già fermati a maggio durante il trasferimento di Oruwa dal nord dell'Atlantico insieme a Giacomo Fabio e il Valga. Pulizia generale della barca e poi il solito giro in città. Le strade sono affollate, piene di negozi duty free, qui si possono acquistare alcolici tabacco e apparecchi elettronici a buon prezzo. Cena da Saluk, bettola marocchina con 4 tavolini di numero dove gustiamo un cous cous buonissimo. Domani dobbiamo pensare alla spesa e al meteo, vogliamo ripartire subito per raggiungere Madeira dove pensiamo di fermarci alcuni giorni. Scriveremo ancora all'arrivo a Las Palmas, verso la metà di novembre.

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